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ANNO 1 N° 4
Editoriale
- di Fabrizio Del Monte
Shimano
- Rapala Master Trophy - di Fabrizio Del Monte
Promo
Fish - di Fabrizio Del Monte
Carp
Fishing 4° Appuntamento - di Fabrizio Bove
Trota
Lago - Un Giorno di Allenamento - di Fabrizio Del Monte
Surfcasting-
La migrazione dei pesci e gli Hot Spot - di Matteo Rocco
Mare:
Pesca al Serra - di Fabrizio Del Monte
Marlyn
in Venezuela - di Italo Busi
LA
RICETTA DEL MESE - Cocktail di Scampi
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Editoriale
- di Fabrizio Del Monte
Ci sono
cose che dovrebbero essere nel bagaglio culturale e civico di ogni
pescatore ma che,
purtroppo, sempre più spesso vengono dimenticate o trascurate.
A volte si dimentica che se
oggi troviamo ancora dei luoghi meravigliosi, è grazie al
rispetto di chi ci ha preceduti, e che dopo, come noi, ce ne saranno
di altri. In un'epoca in cui diventa sempre più importante
il problema ambientale e quello dell'inquinamento, non possiamo,
come pescatori, lasciare che il normale senso civico ed il rispetto
per la natura vengano dimenticati.
Per questo motivo è importante che tutti ricordino una cosa:
ogni piccolo gesto è una goccia, ma tante gocce fanno un
mare.
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Shimano
-Rapala Master Trophy - di Fabrizio Del Monte
E' giunto alla sua decima edizione,
il Rapala Master Trophy, evento che riunisce i più esperti
pescatori di Spinning di tutta Italia e che è sponsorizzato
da due aziende leader del settore: Shimano e Rapala. Come da tradizione,
anche quest'anno, centinaia di appassionati di spinning si contenderanno
l'agognato primo premio: un favoloso viaggio di pesca all'estero.
Per questa edizione, vi saranno undici
prove di qualificazione, al fine di soddisfare il maggior numero
di partecipanti ed arrivare in regioni o provincie nuove. La finale
sarà organizzata presso il comprensorio "Parco Laghi"
a Bagno di Romagna. La scelta
di effettuare la finalissima in uno di questi laghi deriva innanzitutto
dall'ottima pescosità e la varietà delle specie presenti,
al fine di assicurare il massimo divertimento. L'organizzazione
è affidata allo Spinning Club Italia, che fornirà
i giudici di gara ed effettuerà la selezione delle aree di
gara. Tra le varie regioni, il Lazio si è distinta per la
scelta del luogo di gara: è l'unica che ospiterà l'evento
lungo il corso di un fiume: il Velino (Rieti). La data della selezione
è fissata per Domenica 3 APRILE 2005.
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Promo
Fish - di Fabrizio Del Monte
Lo scorso ottobre, da sabato 23 a
lunedì 25, presso il Centro Fieristico di Bastia Umbra, si
è tenuto un importante evento, che ha visto riunite le
principali aziende del settore. Erano
dieci anni che non si era più fatto. La manifestazione ha
avuto come principali interessati, i proprietari di negozi di pesca
di tutta Italia e gli esperti del settore. E' stato particolarmente
interessante vedere i nuovi modelli delle nuove serie di attrezzature,
fabbricate con le più sofisticate tecniche ingegneristiche.
E' stato sicuramente un evento interessante, soprattutto per la
possibilità di dialogo diretto con le grandi aziende e grazie
alla loro disponibilità ad ogni chiarimento.
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Carp
Fishing 4° Appuntamento - di Fabrizio Bove
Salve a tutti
i lettori da questo numero cominceremo a parlare della pesca vera
e propria, affrontando gli argomenti per gradi, iniziando dalle
canne da pesca.
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Come accennato in precedenza la potenza
di una canna si esprime in libbre (454 grammi circa) e sta ad indicare
il peso che deve essere applicato alla punta della canna per farla
curvare di 90°.
Diciamo che non esiste la canna perfetta, dobbiamo scegliere una
canna che ci permetta di lanciare il peso agevolmente, dovrebbe
essere morbida quanto basta per attutire le sfuriate improvvise
del pesce, e dovrebbe essere economica
La maggior parte dei carpisti includono nella loro attrezzatura
due o più canne, per far fronte alle più svariate
situazioni di pesca, a corta, media o lunga distanza.
Fino a non molti anni fa si disponeva di canne di tre misure standard
3, 3.67, 3.97 m, ma la continua evoluzione di questa tecnica ha
permesso di ampliare la gamma.
Un fattore che non era stato considerato in principio era la statura
del pescatore, fattore da non sottovalutare assolutamente, nel senso
che un pescatore alto 1'75 si troverà sicuramente più
a suo agio con una canna di 3m o di 3,67 m piuttosto che con una
di 3,97 e questo permette un utilizzo migliore della canna in quanto
si potrà sfruttare tutta la sua potenza di lancio e di azione.
Importante è anche l'azione di una canna, infatti se si pesca
a corta distanza bisognerebbe usare una canna non molto potente
ad azione parabolica per ammortizzare la fuga iniziale della carpa,
nella media distanza la canna deve avere un'azione semi-parabolica
e riuscire a lanciare più o meno dai 60 agli 80 grammi, mentre
nella pesca a lunga distanza la canna dovrebbe avere principalmente
un'azione di punta, per poter ferrare in maniera repentina.
Attenzione agli anelli, non tutte le canne hanno gli anelli posizionati
nella posizione ottimale, provatela e piegando la canna fate attenzione
che non si formino degli angoli pericolosi del filo tra un anello
e l'altro.
Il mulinello:e qui si entra nel caos più totale ma cercheremo
la soluzione più semplice.
Ne esistono di tutti i tipi, ci sono quelli studiati appositamente
per il carpfishing e quindi dotati del famoso bait runner, ossia
il dispositivo di sblocco della bobina che una volta tarata la frizione
nel modo giusto ci permetterà di ferrare senza preoccuparci
di stringere la frizione e successivamente di far sfogare la preda
con la frizione regolata in precedenza.
Bisogna poi anche qui considerare a che distanza si pesca, più
peschiamo lontano, più filo dovrà contenere il mulinello
.
Io uso tre mulinelli diversi con cuscinetti a sfere di numero variabile
da 3 a 5,ma tutti e tre senza bait runner, semplicemente per un
valore affettivo e nostalgico.
Frizione alta e sicuramente meno pratica, ma vi assicuro molto divertente.
Naturalmente alla fine di tutte queste considerazioni e avendo fatto
bene attenzione a non sottovalutare nessuno dei fattori elencati
,entrano i gioco i gusti personali in quanto a colori e cromature
e
alcune canne non hanno nulla da invidiare alle harley davidson..ma
qui entriamo nel mondo della fantasia
.e sia
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Trota
Lago - Un Giorno di Allenamento - di Fabrizio Del Monte
Con l'arrivo della
stagione della pesca alla trota, abbiamo deciso di seguire un allenamento
di un agonista. Ci incontriamo con Fabio Recchia, della squadra
Progetto
Pesca, presso il Lago di salone.
Prontamente ci mostra il suo corredo di canne da trota lago e ci
spiega che l'allenamento è finalizzato a prendere il completo
controllo dell'attrezzatura. Nel giro di pochi istanti, inizia la
sessione di pesca.
L'innesco è misto, ossia con
due differenti esche. La scelta delle stesse, è condizionata
dal grado di trasparenza delle acque: nel caso l'acqua sia chiara,
preferisce esche scure, viceversa nel caso contrario.
E' comunque fondamentale che le esche innescate, creino un movimento
rotatorio a vortici nella fase di recupero, si effettui quindi sempre
un recupero a vista prima di ogni lancio. Per
quanto concerne la profondità dell'azione di pesca, la scelta
viene effettuata sia a vista, sia con diversi tentativi.
Come piombatura, viene utilizzato
un piombo secco e pesante 4 gr., per rimanere a fondo ed entrare
subito in pescata, poichè i tempi di gara sono molto ristretti.
Per variare la profondità, basta variare l'inclinazione della
canna nella fase di recupero e/o la velocità del mulinello.
Nel caso volessimo usare
il vetrino, esistono due tipi: uno pieno ed affondante, l'altro
vuoto e leggero.
Tornando all'esca, osserviamo nei
primi tentativi le seguenti combinazioni: camola sopra-lombrico
sotto, camola sopra-caimano sotto, caimano sopra-camola sotto. In
bobina troviamo una lenza affondante dello 0,16, mentre il terminale
è sempre uno 0,16 ma in fluorocarbon, poichè ha un
grado di trasparenza nettamente superiore. In caso di gara, però,
il terminale può arrivare fino allo 0,23 ed anche più.
Ora cambia il terminale, poichè
l'acqua è molto trasparente: montiamo uno 0,128 con amo del
N°6. La scelta di un amo così grande, è dovuta
sia alla necessità di un innesco doppio, sia alla fase di
slamatura, che viene effettuata con il dito.
Ciò è determinato dalla velocità con cui si
effettuano tutte le operazioni in gara (si pensi che Fabio è
arrivato a fare 17 trote in 8 minuti!). Per quanto riguarda la scelta
del punto, ci spiega che la nostra postazione è stata scelta
in base al vento, poichè le trote si dispongono contro vento
per cacciare gli eventuali insetti caduti in acqua. Ci si posizioni,
quindi, sempre con la faccia al vento.
Dopo un paio di catture, arriva Enrico
Colarusso, il capitano della sua squadra, ed il clima diventa subito
di competizione, una sfida leale, tra amici e compagni di avventure.
I due si sfidano, si sfottono, scherzano,
ma Enrico cattura subito un paio di trote sotto i nostri occhi.
Enrico è per l'esca chiara, mentre Fabio per la scura, e
nasce quindi un nuovo motivo di sfida...Cosa accadra? La terza di
Enrico arriva nuovamente sotto i nostri occhi. Fabio, a questo punto,
innesca anche lui il chiaro. Nel
frattempo ci passa davanti una bella carpa di un sei sette chili,
ed Enrico non resiste alla
tentazione di metterle l'esca davanti, ma la "regina"
ci volta elegantemente le spalle e prosegue il suo banchetto sul
fondale. La sfida tra i due amici prosegue, ma ho perso il conto,
poichè il contenitore
delle trote è al limite della rottura. Prima di andarmene
via, provo l'attrezzatura di Fabio e, al secondo recupero, abbocca
una trota; mi manca, però la confidenza con la sua attrezzatura,
e la mia ferrata non risulta così decisa, che la perdo. Capisco
solo ora quanto serva l'allenamento.
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Surf
Casting - La Migrazione dei Pesci e gli Hot Spot - di Matteo Rocco
La migrazione
dei pesci avviene quando è in atto una perturbazione, il
mare mosso è tale da provocare il disseppellimento di notevole
mangianza e offrire ai pesci una ricca mensa.
Abitualmente i pesci vivono nelle secche dove trovano rifugi sicuri.
Esse possono stare anche e a notevole distanza dalla riva, a volte
a diversi chilometri.
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La condizione della corrente diventa
favorevole per i "branchi" che migrano verso riva sfruttando
la corrente primaria. Una volta raggiunta la riva, la comunità
è richiamata, sia dagli odori sia dalle vibrazioni delle
bivalvi e cominciano la loro opera insaziabile. Essi si spostano
lungo i canali e spesso contro corrente, percorrono in lungo e in
largo il territorio, il richiamo dei predatori: il pesce grosso
mangia il più piccolo e così via. Solo in oceano la
catena alimentare è completata dalla presenza di un ultimo
predatore: lo squalo.
Con "questo" itinerario, l'autore si propone di portare
a conoscenza degli "spot" di pesca molto redditizi anche
se, in alcuni periodi, possono essere sterili. Ad ogni modo, bisogna
considerare che la meta dei pescatori è sempre quella più
lontana dalla strada carrabile e, a volte, per raggiungere lo "spot"
preferito, il cammino sulla sabbia è lungo e faticoso.
Spesso la sterilità di un settore dipende dalla mancanza
di cibo ma, più delle volte, dagli spostamenti istintivi
dei branchi.
Quali sono gli spot migliori?
I detriti organici, per via delle
mareggiate, vengono a depositarsi nelle buche e nei canali, anche
a notevole distanza dalla riva. Il pesce, in quei sedimenti ricchi
e nutritivi, viene richiamato dagli odori e dai rumori emessi
dalle bivalvi e arenicole che vivono sotto la coltre sabbiosa.
L'estesa prateria, formata da morbidi cuscini, ospita la maggior
concentrazione di pesci, anche se a volte può essere raggiunta
solo dai bravi lanciatori, per lo meno da quelli più preparati
nel lancio. La modificazione del fondo, dovuta alle mareggiate
invernali e al continuo movimento delle correnti, determina anche
la modifica dei canali d'ingresso (canali secondari) e canali
paralleli (canali primari), così anche lo spostamento del
pascolo; immaginate uno stormo d'uccelli: il maggior numero si
concentra in un territorio ricco di mangianza e mai dove è
sterile.
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L'individuazione non sempre è
facile, questo avviene solo con il movimento dell'acqua altrimenti
bisogna mettere in atto l'esperienza o l'istinto.
La caratteristica morfologica del litorale non sempre consente
l'utilizzo di canne leggere anzi, quelle più indicate sono
potenti, anche con il mare calmo. Le canne che si utilizzano di
più hanno un "range" di potenza che spazia dai
100 ai 200 grammi. Il loro uso viene preferito dalla maggior parte
dei pescatori per ottenere la maggior distanza, ma anche quando
esiste la presenza di grosse prede, come le orate.
La preda più comune, in ogni modo, rimane la mormora; una
specie ritenuta da molti conservatori, la preda tipica della pesca
a fondo. Essa non ha confini, il mare calmo e limpido, cielo sereno
con la luna, sono le condizioni ottimali per avere un buon successo.
La cattura di rispetto, comunque, avviene dentro la turbolenza,
anche d'inverno, è quindi fondamentale la scelta del punto.
Mi raccomando, scegliete sempre accuratamente il luogo di una
battuta di pesca, anche seguendo il vostro istinto.
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Mare:
Pesca al Serra - di Fabrizio Del Monte
Il Serra caccia
generalmente in acque basse, sospingendosi fin sotto riva.
Sfruttando questa caratteristica,
in determinate condizioni, può essere
catturato da terra, utilizzando sia
l'esca viva, che il morto. Può capitare che alcune sere mangi
solo sull'una oppure sull'altra, è quindi consigliabile procurarsi
entrambe prima di ogni battuta di pesca.
Con mare mosso, il rimescolio delle onde che frangono smuove la
sabbia e scopre i piccoli animaletti che vi si nascondono, di cui
i pesci costieri (Cefali, Marmore, Saraghi ecc.) sono ghiotti. I
Serra, a loro volta, cacciano questi esemplari, completando così
la catena alimentare.
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Le condizioni del mare sono determinanti, infatti, con mare troppo
calmo i Serra difficilmente si avvicinano alla riva, mentre con
mare troppo mosso l'esca si rovina rapidamente. Le condizioni migliori,
come per quasi tutti i tipi di pesca da terra, sono con mare in
scaduta dopo una mareggiata.
I posti più idonei sono le foci dei corsi d'acqua, le spiagge
intorno alle dighe dei porti e, in generale, tutte le spiagge e
le coste rocciose frequentate dai pesci costieri, cosa di cui è
facile accertarsi con mare calmo vedendo i branchetti di Cefali.
In particolare lungo le coste rocciose le zone più frequentate
sono quelle dove è più forte il movimento dell'acqua.
Gli orari e i periodi sono gli stessi della pesca a Traina (da Giugno
a Novembre, al mattino prima che il sole sia alto e alla sera dal
tramonto a notte).
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Nel caso del vivo, la pesca si effettua lanciando l'esca (o meglio
calandola) poco prima della zona dove frange l'onda, in modo che
si posizioni vicino al gradino di sabbia formato dai frangenti,
che è la zona più ricca di pesce e quindi più
frequentata dai Serra. L'azione di pesca funziona nel seguente modo:
si lancia un piombo da 150 gr. in su, al fine di potersi ancorare
sul fondo. Si prepara, poi, un bracciolo portante in cavetto di
acciaio (il serra ha dei denti spaventosi!!!), a cui sara collegato
un altro spezzone libero, che servira per fissare la coda dell'esca.
Innescati uno o due ami dal portante sul dorso di un'aguglia, o
un cefalo, o un'occhiata,... e quello libero sulla pinna caudale,
si collega il portante alla lenza già in acqua. Si faccia
attenzione a tenere la canna ben sollevata e la lenza ben tesa,
poichè ogni ostacolo potrebbe danneggiare l'esca. Si lascia,
a questo punto, scivolare l'esca fino a giungere in acqua. A questo
punto, state ben attenti al cimino!
Per quanto riguarda la pesca con il morto, è molto efficacie
sia la sarda, che il filetto di cefalo. Nel primo caso, si utilizzerà
un ago infila-sarde, per collocare due o tre ami con cavetto d'acciaio
all'interno della sarda, senza testa. Si termina l'operazione con
un po' di filo elastico.
A questo punto...Buon divertimento!
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Marlyn
in Venezuela - di Italo Busi
Arrivai a Caracas
in uno dei miei viaggi di lavoro, e con mia sorpresa affacciandomi
dalla finestra della camera
di albergo situato in una località in riva all'oceano (LA
GUAIRA),
notai una marina stile "Americano",
subito andai ad informarmi se era possibile affittare una barca
per fare un'uscita a pesca, la risposta fu affermativa, costo 500
USD
al giorno compreso equipaggio esche
ed attrezzature varie. Il giorno dopo insieme a 3 miei colleghi,
andammo all'appuntamento
in porto, salimmo a bordo di un Bertram 31, fatte le presentazioni
prendemmo il mare, abbastanza formato , e lo skipper ci disse che
saremmo andati a traina in cerca di dorado e marlyn, visto che era
il periodo giusto. Dopo due ore di navigazione arrivammo sul posto
prestabilito, e finalmente le canne erano in pesca. Dopo svariate
catture di dorado tutti superiori ai 15 kg. finalmente partì
la canna innescata con esca morta, purtroppo era una 30 lb. con
mulinello TLD 20 non idoneo al tipo di pesce allamato, imbobinato
con 30 lbs. e subito mi resi conto che sarebbe stata dura.
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Infatti, dopo circa due ore stavo
ancora al punto di partenza, nel senso che il mulinello era quasi
vuoto, le condizioni di combattimento non erano delle migliori,
mare formato, senza giubbetto, e 40 gradi di temperatura, l'unico
aiuto lo avevo dallo skipper che per quanto poteva mi assecondava
con i motori in maniera impeccabile. Avevo perso ogni speranza quando
vidi saltare il Marlyn, di colpo mi rivennero le forze, inspiegabilmente
"l'amico" ci puntò, consentendomi di riempire il
mulinello in poco tempo, a quel punto ho rischiato chiudendo un
pò, ma tutto è andato per il verso giusto, e la raffiata
è stata perfetta. Misura pesce: centro coda punta rostro
243 cm. Peso: 132 kg. Canna da 30 lb, con filo da 30 (sic), terminale
2 mt. innescato con esca morta. Altro non so dirvi perchè
l'attrezzatura non era mia ma dello skipper, il quale era gelosissimo
delle sue canne e terminali.
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LA
RICETTA DEL MESE - Cocktail di Scampi
Tempo di preparazione:
30 min.
Ingredienti per 4 persone: maionese, 3 cucchiai di salsa
rubra, 750 gr. di scampi piccoli, 1 cipolla, 1 costa di sedano,
2 cucchiai di aceto bianco, 1 carota, 1 limone, qualche oliva nera,
foglie di lattuga, limone.
Preparazione: piatto di squisita raffinatezza, rappresenta un ottimo
preludio a qualsiasi pasto di alto livello. Malgrado l'apparente
consistenza della ricetta, è tutto sommato abbastanza semplice
da preparare.
Si adagi una quantita abbondante di maionese in un recipiente, si
aggiunga un po' di salsa rubra, fino a quando la maionese non diventi
di colore rosato.
A parte, si faranno lessare i crostacei, unitamente alla carota,
alla cipolla, al sedano e a un po' di olio e di aceto. Ultimata
la cottura, si facciano raffreddare gli scampi e si sguscino con
grande cura.
Per ogni commensale, si prenda un calice, ci si adagi sul fondo
un po' di lattuga tagliata a strisce sottili, poi un po' di scampi,
che verranno ricoperti dalla salsa rosa. Si aggiunga un'oliva nera
ed uno spicchio di limone. Si ricordi di conservare in frigo i calici
prima dell'uso.
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