ANNO 1 N° 3

Editoriale - di Fabrizio Del Monte

Surfcasting: Perturbazioni e Marea - di Matteo Rocco

Il Siluro - di Fabrizio Del Monte

Carp Fishing 3° Appuntamento - di Fabrizio Bove

Enduro di Settembre a Bracciano - di Fabrizio Del Monte

Un Giorno da Campioni - di Paolo Castelnuovo

LA RICETTA DEL MESE - Ricciole al Profumo di Vino

Editoriale - di Fabrizio Del Monte
E' ormai passato un anno da quando il sogno di creare una rivista gratuita di pesca sportiva, che fosse incentrata sulle realtà locali, e che potesse coinvolgere i pescatori di ogni livello, ha iniziato a concretizzarsi.
Il desiderio, inoltre, era quello di creare una rivista che potesse coinvolgere i pescatori e chiunque volesse accostarsi a questo meraviglioso mondo, senza l'impegno di doverla comprare.
Sì, ho detto "meraviglioso mondo", poiché è natura, paesaggi meravigliosi, avventure solitarie o in compagnia, prima ancora che una sfida verso i pesci.
La pesca è uno degli sport più antichi, poiché trae origine dal bisogno di sopravvivenza dell'uomo e, con i secoli, è arrivata ad essere una disciplina che conduce, la maggior parte delle volte, a rilasciare con la massima cura ed il massimo rispetto il pescato.

Non stupitevi, infatti, di vedere pescatori intenti ad adagiare il pesce su un materassino appositamente comprato o a disinfettare le abrasioni causate dal monofilo o dall'amo, anche questo rientra nel rispetto della natura!

La pesca, inoltre, offre tante di quelle tecniche ed è caratterizzata da così tante sfumature, che
nemmeno la collana di libri più grande al mondo potrebbe avere la pretesa di parlarne in modo esauriente.
Nella creazione di questa rivista, abbiamo incontrato difficoltà, situazioni impreviste, contrattempi, ma ciò che ci ha spinto a proseguire l'avventura, oltre alla perseveranza che caratterizza ogni pescatore, è stato l'appoggio di Voi lettori, che ci avete consigliato e supportato con il vostro entusiasmo. Proprio con la voglia di realizzare un punto d'incontro per i pescatori di Roma, della sua Provincia e del Lazio, la nostra redazione è sempre a vostra disposizione per pubblicare le vostre foto ed i vostri articoli, che potete inviare a redazione@pescalocale.it oppure contattando il 328 21.36.089.
I miei più sentiti ringraziamenti vanno a tutte le persone che hanno collaborato con noi, a tutti i nostri lettori, anima di questa rivista, ed agli sponsor che ci hanno supportato sin dall'inizio.
Grazie di cuore a tutti Voi.
Surfcasting: Perturbazioni e Marea - di Matteo Rocco
II Surf Casting è un metodo di pesca sportiva che richiede buone qualità atletiche e una profonda conoscenza del mare. Nacque negli Stati Uniti nella metà del XVIII secolo e poco dopo si diffuse con incredibile rapidità in Inghilterra, in Irlanda, nell'Africa meridionale, in Australia e in Canada. Da pochi anni anche in altre parti d'Europa.
Il teatro di questo sport è la spiaggia che può essere di sabbia, ciottoli o lastricati di roccia, l'importante è che il fondo sia sabbioso e ci sia una buona base per operare dalla nostra postazione.
Per rendere concreto questo labirinto interpretativo, sia le riviste specializzate, che la federazione sportiva, hanno generalizzato la pesca dalla spiaggia, con canne da lancio, "Surfcasting" e anche noi, per ora, continueremo a chiamarlo così (anche se il vero surfcasting si pratica sulle onde, ossia, con mare mosso e attrezzatura pesante).

PERTURBAZIONI E MAREA:

La meteorologia studia quegli eventi atmosferici che condizionano il tempo e il mare. Ai fini della pesca è molto importante seguire tali eventi perché, in ogni caso, condizionano l'attività dei pesci. Seguire la meteorologia tramite l'informazione radiofonica, televisiva e della stampa, dà un enorme vantaggio per una battuta di pesca, almeno farà capire quali prede andremo ad insidiare. In definitiva si tratta di comprendere i pesci che preferiscono la bassa o l'alta pressione. La spigola, per esempio, risente molto la variazione della pressione atmosferica e sembra che aumenti la propria attività durante la marea montante.
Riesaminando la situazione meteo, possiamo capire quello che succede effettivamente nel mare e precisamente nel sottoriva:
con l'arrivo della bassa pressione, le perturbazioni trovano un corridoio favorevole per entrare nel Mediterraneo. Il vento che le precede, solitamente da sud, determina il movimento del moto ondoso che, in base alla differenza di pressione, può essere più o meno forte. Per ora si tratta solo di un movimento superficiale del mare che ai fini nella pesca interessa solo in minima parte. Durante il passaggio della perturbazione, i venti che le ruotano intorno vengono a disporsi, prima da mezzogiorno, poi da libeccio, da ponente e da maestrale, completando la rotazione in senso orario per disporsi poi da nord-est e stabilizzarsi per qualche giorno. Nel mezzo di questi venti e precisamente quando il libeccio lascia il posto al maestrale, le onde assumono il massimo della loro forza esercitando sul fondo lo sconvolgimento sabbioso. Questo è il fenomeno che fa disseppellire una notevole quantità di detriti organici e di varia mangianza come: bivalvi e invertebrati che diventano un forte richiamo per i grufolatori.

Il momento migliore della pesca inizia proprio quando la perturbazione è passata: il vento ruota verso nord-nord/est e le onde si rovesciano con moto lento e costante (mare in scaduta).
Uno degli eventi più ricorrenti sono: l'alternarsi del flusso della marea che determina un certo movimento nel fondo ed un leggero moto ondoso che, nel caso di mare calmo, diventa di notevole importanza, mentre con il mare mosso non interessa più di tanto. La marea nel bacino mediterraneo determina la variazione del livello delle acque e condiziona l'attività dei predatori che si avvicinano alla riva, specialmente quando il mare é mosso. Nel surfcasting "nostrano", la marea interessa solo in caso di mare completamente calmo e per alcuni predatori; quello che ha un notevole significato è il vento che muove il mare.
La spigola, per esempio, risente della variazione atmosferica e sembra che aumenti l'attività di caccia nella fase montante della marea.

I CANALI.

I detriti organici vengono a depositarsi soprattutto nei canali e, secondo il profilo battimetrico, anche a notevole distanza. Una spiaggia che presenta un profilo regolare, di conseguenza rileva anche un deposito più ridotto.
Per riconoscere una spiaggia ci sono delle regole precise che sono classificate in base all'energia prodotta dal mare. E' chiaro che il profilo di una spiaggia profonda degrada molto di più rispetto a quello di una spiaggia a bassa degradazione. Per conoscere meglio questi valori si può analizzare la granulometria della spiaggia, che ne determina la profondità per il minuzioso sfregamento esercitato dalle onde (sabbia fina equivale ad un maggior rovesciamento delle onde per via del basso fondale).
I canaloni sono facilmente riconoscibili con il mare mosso che presenta una calma apparente in superficie. Essi sono determinati dalla corrente secondaria che porta via la sabbia depositandola nelle secche. Il canale longitudinale è formato prevalentemente dalla corrente di risucchio che dalla riva si dirige verso il largo, mentre il canale parallelo si forma con la corrente litoranea, per fare un esempio: le onde di superficie provocano una corrente primaria e quando frangono a riva, nel fondo, creano delle correnti che, si dirigono verso il largo o nella direzione laterale.

Il Siluro - di Fabrizio Del Monte
Morfologia: corpo allungato. Assenza di squame e pelle ricoperta da grandi quantità di muco. Testa massiccia ed appiattita, recante due paia di lunghi barbigli, di cui un paio più corti. Bocca grande con numerosi denti. Occhi di piccole dimensioni. Gli esemplari più grandi possono raggiungere i 4 m di lunghezza.

Distribuzione geografica: la specie, originaria dell'Europa centrale ed orientale e introdotta in Italia intorno agli anni '50, risulta attualmente acclimatata in molti corsi d'acqua a nord della penisola (e forse anche oltre!).

Ecologia: la specie predilige acque tranquille, poco profonde e a fondale molle con presenza di ricca vegetazione ripariale. Durante le ore diurne tende a rimanere immobile sul fondo affossandosi nel fango. Si riproduce in tarda primavera. Le femmine depongono le uova su fondali ricchi di vegetazione e fogliame caduto dagli alberi circostanti. I maschi provvedono a sorvegliare le uova e garantiscono il ricambio dell'acqua con il movimento della coda.
Alimentazione: è tra i maggiori predatori delle acque interne: durante la fase giovanile si nutre di invertebrati di fondale, mentre nella fase adulta si alimenta di pesci quali anguille e ciprinidi. Gli esemplari di maggior dimensioni si nutrono di rane, ratti, e uccelli selvatici.

Cattura ed allevamento: la pesca sportiva viene praticata per le difficoltà legate alla cattura soprattutto degli esemplari più grandi. Vengono usate lenze di fondo con esche quali vermi innescati a grappolo e pesci vivi. La pesca professionale di questa specie è inesistente sia per lo scarso apprezzamento dei mercati, che per l'ormai scomparso quasi totalmente, mestiere di pesca lungo i fiumi.
Carp Fishing 3° Appuntamento - di Fabrizio Bove
Un saluto a tutti i lettori che ci stanno accompagnando in questa avventura editoriale: eccoci giunti alla terza puntata.
Nel numero precedente abbiamo cominciato a parlare dell'attrezzatura utilizzata nel carpfishing ed ora inizieremo ad entrare nel vivo della pesca.
Il mio intento non e' quello di fornire esclusivamente nozioni tecniche e sterili descrizioni di oggetti, bensì di farvi provare le sensazioni che provo io, farvi capire l'emozione di essere un carpista, stuzzicare la curiosità di chi si avvicina a questa pesca e far ricordare i bei momenti a chi già la pratica.

Fermo restando che le descrizioni delle varie attrezzature sono sicuramente utili per chi vuole avvicinarsi a questo mondo, resta il fatto che una volta che avrete cominciato a praticare il carpfishing saranno le emozioni ad accompagnarvi, e l'attrezzatura sarà solo lo strumento che vi servirà nelle vostre battute.
Certo, sarete maniacali nel pulirla, vi innamorerete di un tipo di boiles, di un segnalatore, ma vi accorgerete ben presto che il carpfishing è ben altro.
Proviamo a ricordare la nostra prima battuta di pesca alla carpa, quanti di voi avranno già vissuto un'esperienza simile? Moltissimi credo.
Ci siamo preparati, documentati, abbiamo speso soldi, ascoltato consigli e abbiamo cominciato a fantasticare.
Il nostro pod nuovo di zecca…o acquistato di seconda mano..ma era comunque il nostro primo pod, la/le canne da due o tre libbre comprate con tanta fatica, le boiles che ci ha consigliato quel nostro amico, e i segnalatori che non vedevamo l'ora di sentirli suonare..a tutto volume..come avevamo sentito fare da altri carpisti..
Siamo partiti per l'avventura e siamo andati in bianco.

A questo punto ho notato che le strade che si possono intraprendere sono due.
La prima è quella della delusione, della noia del: bah!tre giorni e non si è mosso nulla…meglio il legering o il cucchiaino…
La seconda è quella della pazienza...della curiosità…della fame di riuscire, ma non per semplice sfida…ma perchè forse proprio in questa seconda tipologia di pescatori alberga l'animo del vero carpista.
Deve essere molto paziente (non che gli altri pescatori non debbano esserlo) visto che la battuta può durare anche più giorni, deve essere curioso, deve essere un chimico..amare i colori…deve avere ingegno...fantasia..e colpo d'occhio.
Il carpfishing non e' certamente un tipo di pesca che ci tiene in continuo movimento visivo, ma vi assicuro che basterà la prima partenza, il primo fischio del vostro segnalatore per ripagarvi di tutto, ed anche se avremo allamato una carpa di 500 gr. o addirittura niente(capita anche questo), se il vostro cuore batterà più forte a quel suono..e l'adrenalina salirà fino a farvi sentire i padroni del mondo…beh..l'amore e' scoccato e non potete più farci nulla.
Al prossimo numero e..mi raccomando una bella foto alla fine della giornata di pesca e via...rilasciatele sempre…ve ne saranno grate e, magari, regaleranno ancora ad altri pescatori la sensazione che avete provato!
Enduro di Settembre a Bracciano - di Fabrizio Del Monte
La giornata inizia con un sole splendente dopo che la pioggia ha risparmiato la "Notte Bianca" di ieri sera.
Ci svegliamo all'alba per riorganizzare l'attrezzatura fotografica e, alle 7, incontro sul GRA per andare a Bracciano. E' domenica mattina, ma la gara è già in corso da venerdì.

Lungo la strada che accarezza le dolci sponde del lago di Bracciano incontriamo i partecipanti all'ENDURO organizzato dal "Big Carp Team" di Roma, che ha sede operativa presso il centro di rieducazione ambientale ANACONDA sul Tevere. Ci troviamo in zona S. Celso, al Km. 2,5 della S.P.1, e ad accogliere la nostra intervista è il Presidente del Club, Filippo Camilli, che ci mostra il regolamento di gara.
Nel regolamento, viene evidenziato il rispetto totale per l'ambiente, l'obbligo di rilascio immediato del pescato, e l' utilizzo di particolari attrezzature per la cura delle carpe (materassini, guadini ampi e disinfettanti).

Ci fermiamo per fotografare i concorrenti… l'atmosfera è assolutamente amichevole e ci invitano ad andare a trovare la coppia che si trova in testa alla classifica.
Arriviamo in una piccola caletta poco più giù: ci accoglie un ottimo aroma di caffè. Sono le 11 e manca un'ora alla fine della gara, ma tra i primi in classifica c'è già aria di vittoria.

Mentre fotografiamo l'attrezzatura da pesca, proprio il mulinello che era nel mirino della macchina fotografica inizia a "sfrizionare"… il segnalotore urla - con un balzo i due in gara indossano il salvagente, salgono sulla barca, superano la barriera di alghe a pochi metri, ed iniziano la lotta con un bellissimo esemplare di "regina" da 7,500 Kg.

Sarà che "L'ora della pesca" porta fortuna? Effettivamente è la terza volta che ci capita una situazione del genere!
La bellissima carpa viene adagiata su un tappetino per non danneggiarne la livrea, poi viene slamata, vengono disinfettate le ferite dovute allo sfregamento del terminale e, dopo qualche foto, viene riaccompagnata al suo mondo.
E' fondamentale il rispetto con cui vengono portati a riva e poi liberati questi meravigliosi esemplari. Rilasciarli, è come vincere due volte!

Alle due di pomeriggio circa, ci incontriamo tutti per un pranzo assieme, prima di arrivare alla premiazione finale.
L'atmosfera con i commensali è deliziosa, tant'è che il pranzo procede tra scherzi e risa fino alle 18:00 quando, stremati dall'ottima cucina, ci dedichiamo ad un po' di esercizio fisico, battendo le mani ai vincitori ed anche a tutti i partecipanti.
Ma il vero vincitore, è stato lo spirito sportivo che ha permeato tutto l'evento!
Un Giorno da Campioni - di Paolo Castelnuovo
Era Sabato 18 di Ottobre, giornata della gara di altura organizzata dal circolo pescatori dilettanti di S.Margherita Ligure. La giornata si presenta con cielo coperto, minaccioso di pioggia, vento e mare mosso. Alle 7,30 danno il via alla gara. Il nostro equipaggio è composto da quattro persone compreso il sottoscritto e l'imbarcazione è un bellissimo Pursuit 3800 denominato Point Break, super attrezzato per la pesca.
Arriviamo sul punto che riteniamo idoneo per iniziare a trainare e caliamo le esche. Inizia cosi l'avventura. Dopo appena 15 minuti di pesca cominciano i primi strike, lampughe di discrete dimensioni e tonni, poi uno strike di una grossa Aguglia Imperiale, che purtroppo si slama dopo alcuni salti e proseguono con altri Tonni da 7-8 kg. Siamo un po' delusi per la slamatura dell'aguglia. A volte le canne partono in coppia (peschiamo con 4/5 canne) e non è semplice il doppio recupero contemporaneamente, anche in considerazione del mare in cattive condizioni che non ci permette facilmente di rimanere in piedi .
Alle 9,30 abbiamo già un discreto numero di pesci a bordo, oltre l'aver rilasciato i tonni sottomisura. Poi una stasi di circa 2 ore, in oltre inizia anche a piovere, ma si sopporta per l'eccezionalità della giornata e per le catture che abbiamo effettuato, tutte continuamente comunicate via radio alla giuria. Siamo in testa alla gara! Ma ripensiamo sempre all'Aguglia che ci avrebbe garantito la vittoria. Finalmente, tra gli altri strike, 2 Aguglie Imperiali di dimensioni però inferiori a quella persa nel primo strike, ma siamo soddisfatti. Alle 3 del pomeriggio rientriamo con a bordo un totale di 11 pesci :5 tonni, 4 lampughe, 2 aguglie imperiali.In totale nella giornata abbiamo avuto circa 30 strike, di cui almeno una quindicina di tonni sotto misura, tutti liberati. Siamo stanchi, ma soddisfatti della giornata e senza dubbio i vincitori della gara.
LA RICETTA DEL MESE - Ricciole al Profumo di Vino
Ingredienti per 2 persone:
800 gr. di ricciola, 1 scalogno, 50 gr. di burro, farina, 1 bicchiere di vino bianco, sale, pepe, olio extra vergine di oliva.
Preparazione:
Pulire dalla pelle e dalle spine un trancio di ricciola e tagliarlo in pezzi grossi. Mettere in una padella con un filo di olio extra vergine di oliva uno scalogno tritato e 50 gr. di burro, il tutto a fuoco vivo. Infarinare i pezzi di ricciola e farli rosolare. Salare e pepare il tutto. Per finire, aggiungere un bicchiere di un buon vino bianco, e lasciarlo evaporare quasi del tutto.
Far addensare la salsa e servire ben caldo.
Si consiglia:
di accompagnare il tutto con riso pilaf e carotine soffritte col burro.