ANNO 1 N° 5

Editoriale - di Fabrizio Del Monte

Drifting al Tonno - di Giulio Simeone TSUNAMI

Memorial Marco Boselli - di Fabrizio Del Monte

Spigole a Fiumicino - di Fabrizio Del Monte

Trota Lago - L'importanza dell'Innesco - di Fabrizio Del Monte

Team Azzorre Surfcasting- di Fabrizio Del Monte

LA RICETTA DEL MESE - Linguine ai Moscardini

Editoriale - di Fabrizio Del Monte
Siamo già riusciti ad arrivare alla fine dell'anno con una tiratura di 10.000 copie, ma non bastano! Questo perchè, a torto, la pesca è sempre stata uno sport relativamente poco diffuso, ma
l'assorbimento delle copie all'interno dei negozi ha dimostrato il contrario: i pescatori, nel Lazio, sono veramente molti! Molti sono gli agonisti, altri sono gli appassionati, altri ancora i simpatizzanti, ma sono molti anche i curiosi. Sì, curiosi, semplicemente amanti dell'aria aperta, del verde, e dei corsi d'acqua interni o del mare. Ma questa passione, che spesso proviene dai nonni, continua a portarci a pesca o a leggere qualsiasi cosa che ci avvicini a questo meraviglioso mondo. Negli anni si tramanda, tra le generazioni, e fra le generazioni si evolve e si raffina.
Signori, questa è la pesca... sport che non conosce nè tempo, nè luogo... spirito che permea ogni attività quotidiana.
Colgo l'occasione per augurare Buon Natale e Felice Anno Nuovo a tutti i lettori e gli operatori del settore.

Drifting al Tonno - di Giulio Simeone TSUNAMI Il drifting è la massima espressione del big-game nel mediterraneo, con il quale si possono insidiare pesci quali spada, volpe, verdesche, tonni alletterati ed altri ancora, ma soprattutto i
tonni rossi. E' proprio della cattura di questo gigante del mare che tratta questo articolo.
Il drifting inizialmente può sembrare semplice; in realtà è una tecnica difficile che impone al pescatore una doverosa attenzione a tutte le sue componenti,
a partire dall'attrezzatura per poi finire alla montatura e all'azione di pesca.
Il nostro obiettivo sono i tonni giganti, quindi il primo passo da fare e' dimensionare adeguatamente le proprie attrezzature: canne, mulinelli, monofili, girelle e ami devono essere scelti in modo tale da poter combattere pesci che mediamente si aggirano tra i 50 e i 100 kg. di peso, nel Tirreno, ma che possono anche superare i 2 quintali, evento non proprio rarissimo, specie in Adriatico. Il range di libraggio da adottare andrà da un minimo di 30 libbre ad un massimo di 80. Un ottimo compromesso è un'attrezzatura da 50 libbre, che garantisce divertimento e sportività pur mantenendo un certo margine di sicurezza.

LE CANNE


Esistono due tipi di canne in commercio: le canne da sedia e le stand-up.
La canna da sedia e' concepita per combattere su seggiola da combattimento ed ha una lunghezza intorno ai 2,10 mt.
Le canne da stand-up sono nate per combattere in piedi. Sono più corte delle tradizionali, circa mt. 1,70.

I MULINELLI
La scelta dei mulinelli cadrà esclusivamente sui modelli a tamburo rotante e con freno a leva.
L'imbobinamento del mulinello: il mulinello può essere caricato con diverse tipologie di monofilo, il dacron, il multifibra e il nylon.
Il nylon: sicuramente è il monofilo, ideale per imbobinare i nostri mulinelli.

I TERMINALI
Il terminale deve avere un libraggio, almeno il doppio del carico di rottura della lenza madre.

GLI AMI
Gli ami per il drifting devono soddisfare caratteristiche quali la notevole resistenza ed un'alta penetrazione. Ottimi sono i modelli a gambo corto e a punta rientrante (a becco d'aquila) di dimensioni variabili tra 4/0 e 10/0, da scegliere a seconda della grandezza dell'esca utilizzata e dei pesci presenti in zona.

LA MONTATURA


La montatura tradizionale è composta come di seguito descritta.
Sulla lenza madre facciamo una doppiatura di circa 10-15 mt. tramite un nodo chiamato "Bimini twist". Alla fine della lunga asola collegheremo la girella con moschettone tramite il nodo "Offshore swivel" o un altro altrettanto affidabile. Fatto questo attaccheremo il moschettone al terminale in nylon. Il terminale deve essere lungo massimo 2-2,5 mt.

L'AZIONE DI PESCA


L'azione di pesca ha come origine l'osservazione del mare. In relazione alla corrente dobbiamo decidere se pescare ancorati o a scarroccio.
In caso di corrente sostenuta sarà utile ancorarci.

In caso di bassa corrente si può procedere a scarroccio. Se lo scarroccio diventa troppo sostenuto si può ricorrere a strumenti che lo rallentano, cioè le ancore galleggianti.
Fatto questo dobbiamo scegliere se fare la strisciata o meno. La strisciata và fatta in navigazione, lanciando sarde tagliate a pezzi in modo da formare una striscia visibile e uniforme, dirigendoci sul punto di pesca prescelto che si troverà a circa un miglio di distanza. Il percorso da compiere può essere rettilineo o zigzagante ma comunque sarà a favore di corrente se pescheremo a scarroccio, in direzione opposta se pescheremo ancorati. Arrivati sul punto spegneremo il motore e senza smettere di pasturare, cominceremo a preparare le canne da pesca. Gli inneschi possono essere molti : innesco di un unico pesce a pancia in sù, innesco a "T", innesco ad "H", 2 o 3 sarde innescate "a ciuffo" per gli occhi. Fatto l'innesco cominceremo a calare le nostre canne posizionandole a diverse profondità con l'utilizzo di piombi e galleggianti. Si procederà come segue: si comincia a filare la lenza in acqua fino a quando arriviamo al bimini twist. A monte di questo nodo legheremo un piombo con un elastico tramite una bocca di lupo, più pesante per le lenze più profonde, più leggeri per quelle più a galla. Dopodiché si continuerà a filare lenza fino alla profondità desiderata. A questo punto, con l'ausilio di un elastico, fisseremo sulla lenza madre un galleggiante, costituito da una bottiglietta di plastica o da un palloncino gonfiabile. Fatto ciò allontaneremo il nostro galleggiante alla distanza desiderata. La distanza ottimale è quella di fare in modo di posizionare l'esca alla stessa quota della scia di pastura.

LA PASTURAZIONE

L'elemento di forza del drifting è la pasturazione. Questa inizia con la strisciata per poi protrarsi per tutta la fase di pesca. Il nostro scopo è quello di creare una scia di pastura in grado di richiamare i pesci a distanza e attirarli vicino alla nostra imbarcazione.
La scia deve assumere una forma continua e omogenea. Per fare questo dobbiamo gettare pezzi di sarda alternati a sarde intere, I pezzi di sarda devono essere gettati uno ad uno ad intervalli regolari.

IL COMBATTIMENTO


Il combattimento comincia in genere con una violenta partenza da parte del pesce che può portarsi via anche 300/400 mt. di lenza. Superata questa fase critica arriva il combattimento vero e proprio. Inizialmente il tonno si scatena facendo veloci fughe e cambi di direzione. In questo frangente dobbiamo ammortizzare il più possibile il pesce, assecondandolo con la frizione e con la barca.
Nella fase successiva il tonno punterà il fondo andandosi a piantare a picco sotto la verticale della barca. Piano piano riusciremo a recuperare filo con un'azione di pompaggio continua e ancora molto faticosa.
Quindi, non dovremo avere eccessiva fretta di concludere il combattimento e aspetteremo il momento giusto per forzare la nostra azione e portare il tonno a portata di raffio.
La pesca a drifting è una tecnica che può regalare emozioni che nell'arco di una vita non dimenticheremo mai.

Memorial Marco Boselli - di Fabrizio Del Monte
Lo scorso 28 novembre, si è tenuto presso il Lago Sportivo La Fiora, il 12° Memorial "Marco Boselli", organizzato assieme alla società Cannisti Prima Porta. Così ci spiega l'evento il Sig. Aldo Boselli: "L'incontro, che nei primi anni era frequentato da pochi amici, è venuto ad ingrandirsi con gli anni, fino ad arrivare ad una presenza attuale di 118 persone, esperte del settore, e provenienti da tutto il Lazio". " Uno dei motivi di maggiore impegno", prosegue, "è l'organizzazione dell'evento stesso (che richiede quasi un anno! n.d.r.) e la ricerca di strutture idonee ad accogliere una manifestazione che riunisce ogni anno sempre più persone".
"L'obiettivo, per gli anni futuri, sarà quello di ospitare grandi personaggi del Nord". Inoltre, i premi sono offerti dalla famiglia Boselli, e sono di artigianato etnico, a rappresentare lo spirito dell'evento: un momento di riflessione e di comunità per tutti i partecipanti. Da notare, lo "SFIDINO" finale, che è stato combattutissimo fino algli ultimi secondi, prima di iniziare LA GRANDE FESTA FINALE.

 

Spigole a Fiumicino - di Fabrizio Del Monte
A quanto pare, è ancora possibile fare catture di tutto rispetto presso le nostre coste laziali. La meravigliosa cattura, in particolare, che vedete nelle foto, è stata pescata il 25 Novembre,
presso Fiumicino. Si è ultimamente assistito ad una riduzione generale della taglia media delle spigole che frequentano le nostre coste. La causa, oltre al generico impoverimento delle specie di taglia in tutto il Mediterraneo, dovuta sia alla pesca intensiva, che all'inquinamento, è anche l'aumento della presenza di altre specie predatrici, come il Serra ed il Barracuda Mediterraneo. L'esemplare in questione, di 73 cm. e 5,950 Kg.,
è stato pescato da Stefano Palmiotto, titolare del negozio "L'Isola dello Sport", di Via Gorgona a Roma. "Il momento in cui ha abboccato questa spigola", ci confessa, "non corrisponde alla norma generale, ossia con marea montante, bensì in una situazione di picco di bassa marea"; e ciò ci conferma quanto generali possano essere le regole nel mondo della pesca!(n.d.r.) L'attrezzatura utilizzata è costituita da una bolognese di 10 mt., in bobina un monofilo dello 0,16, un terminale dello 0,148, ed ami del n.16. Il galleggiante è un 4gr., che è stato sovratarato, per consentire allo stesso di rimanere sotto la superficie dell'acqua, nonostante la forte corrente. La tecnica impiegata, ci consente di far lavorare le esche poco sopra il fondale.

AZIONE DI PESCA:
Le ore da preferire sono quelle antecedenti l'alba, o dal tramonto in poi; poichè l'attività dei pesci predatori aumenta in questi momenti della giornata.
Le canne impiegate sono bolognesi di una certa lunghezza, poichè ci consentono di mantenere il controllo della lenza, e quindi dell'abboccata e della ferrata, su distanze superiori, rispetto alle classiche metrature di 4-5 mt.

Il galleggiante è un 4 gr. e viene caricato fino a quasi 7 gr., per poterlo tenere in "trattenuta" e per farlo rimanere nella corretta posizione sommersa fino all'asta segnalatrice, poichè la corrente tenderebbe altrimenti a sollevarlo.
Dal galleggiante, scende una piombatura progressiva, fino alla cappiola che collega al terminale.
 
Questo tipo di piombature, consentono un inarcamento graduale e naturale della lenza immersa e posta sotto corrente.
Dalla cappiola, che si troverà rasente il fondo, parte un terminale di circa 150 cm., che lavorerà in tutta libertà e sensibilità.
Gli ami sono del n.16, con due bigattini innescati sottopelle. Tutta l'azione è poi accompagnata da una continua pasturazione lungo la lina di pesca.

Trota Lago - l'Importanza dell'Innesco - di Fabrizio Del Monte
Nelle mie diverse esperienze di pesca, ho avuto poche volte modo di praticare la pesca alla trota in laghetto. Ma quelle poche volte non ho praticato la pesca cosiddetta a tremarella.
Mi sono, così, comprato una canna per quel tipo di pesca. Le prime volte, ho avuto risultati assolutamente peggiori rispetto alla bolognese con galleggiante.
Allora mi sono impuntato e, nelle ultime settimane, ho avuto modo di parlare con tantissime persone esperte di questa tecnica, e sono andato a lago più di frequente. Non era il recupero, nemmeno i terminali, e nemmeno i piombi, o la bombarda. Era il modo in cui effettuavo l'innesco della camola, o degli altri vermi che impiegavo. Ma dato che la camola è la più diffusa tra le esche vendute in questi laghi, ho tentato di capire quale fosse il modo migliore per innescarla.
Ho innescato a calza la prima camola per la parte posteriore, esattamente al centro della coda, e la seconda, appena sottopelle, vicino alla testa. Utilizzando un amo largo del 6 o anche 4, le esche compiono un movimento rotatorio in fase di recupero ed, ancor più, con le vibrazioni del cimino. Il risultato di questo mio tentativo, credo sia più che sufficiente: nel giro dei primi venti/venticinque lanci, hanno abboccato le splendide trote che vedete nelle foto.
Ricordate, in tutto, la fortuna può aiutare, ma l'impegno, sarà sempre premiato.

Team Azzorre Surf Casting - di Fabrizio Del Monte

Il Team Azzorre Surf Casting Ostia nasce 11 anni fa dalla passione di un gruppo d'amici per il mare e per la disciplina del Surf Casting, probabilmente il tipo di pesca che più di ogni altra ti mette a contatto con l'elemento marino in tutte le condizioni climatiche e metereologiche.In tutti questi anni, ricchi di successi in varie manifestazioni, la squadra è via via cresciuta fino a diventare la più numerosa squadra di Surf Casting del Lazio ed una delle più numerose d'Italia con più di 40 iscritti. Da qualche anno a questa parte altri risultati di grande rilievo si sono aggiunti ai già molti trofei del Team , alcuni dei suoi atleti , infatti , si sono distinti nelle competizioni nazionali a tal punto da entrare a far parte della Nazionale Italiana di Surf Casting (6 persone su un totale di più di 3500 iscritti !): Stefano Passarelli per l'anno 2003 , Carlo Andrea Municchi per gli anni 2003 e 2004 e quest'anno entra a far parte della nazionale Francesco Carta , presidente e fondatore del Team , che affronterà i mondiali del 2005 , ma non è tutto: anche il giovane Daniele Catani ha conquistato un posto per la Nazionale under 21, la signora Carlotta Pennica , al suo primo tentativo , ci è andata vicinissimo , un Team Azzorre sempre più ...
"Team AZZURRO '' !!!La cosiddetta ''ciliegina sulla torta '' è stata raggiunta pochi giorni fa a Savona dove si è disputata la finale del campionato italiano a squadre di Surf Casting che ha visto la squadra del Team Azzorre composta da Kauffmann, Municchi ,Passarelli e Solito vincere alla grande la manifestazione e conquistare l'ambito '' Scudettone'' di Campioni d'Italia, titolo che ci consentirà di partecipare ai mondiali per società che si svolgeranno a Maggio del prossimo anno in Portogallo .

LA RICETTA DEL MESE - Linguine ai Moscardini

TEMPO DI COTTURA: 30 minuti
INGREDIENTI PER 4 PERSONE: 700gr. di moscardini freschi, 500gr. di linguine, 200gr. di pomodori pachino, 1/2 bicchiere di vino bianco, prezzemolo, aglio, olio, sale, peperoncino.
PREPARAZIONE: lavare e pulire i moscardini, nel frattempo soffriggere aglio, olio e peperoncino in una padella capiente. Quando l'aglio prende un color dorato, aggiungere i moscardini su fiamma viva, girando il tutto per circa cinque minuti, spruzzandolo di vino. Successivamente, aggiungere al soffritto i pomodorini tagliati in piccoli pezzi e farli cuocere a fuoco lento per circa venti minuti, spolverando la salsa con sale a sufficienza. In una pentola a parte far bollire l'acqua e, terminata la cottura della pasta, prelevare un bicchierino di acqua dalla pentola. Scolata la pasta, riversarla nella padella su fuoco vivo. Mescolando il tutto, aggiungete gradualmente l'acqua precedentemente prelevata, fino a che questa non sia assorbita dalla pasta e dalla salsa. Completare il capolavoro di cucina tipica mediterranea con una spruzzata di prezzemolo sminuzzato. A questo punto: Buon Appetito!