ANNO 2 N° 2

Apertura della Stagione sul Trigno - di Fabrizio Del Monte

Che Tempi - di Peppe Canala

Cronologia delle Attività Svolte dall'Associazione Pesca Sportiva Italo Ceciarelli di Manziana

Fragolini a Paterno - di Giulio Simeone Tsunami

Surfcasting e le Cards - di Matteo Rocco

Apertura della Stagione sul Trigno - di Fabrizio Del Monte
Claudio Di Salvo ha conosciuto vari fiumi d'Italia, dal Trentino alla Calabria, ed ama particolarmente pescare nel fiume Trigno, in Molise. Questo fiume, fuori dai classici itinerari turistici, conserva la sua naturale bellezza, della quale si può godere in tutta tranquillità non essendo molto frequentato.

L'itinerario che consiglia si trova nei pressi del paese Civitanova del Sannio; si lascia la macchina ai margini dell'abitato, dove la strada provinciale passa sul Trigno e si raggiunge il fiume scendendo a piedi nella valle attraverso vari sentieri: da qui si può risalire il corso d'acqua per circa 1,5 Km, perché oltre c'è il divieto di pesca per la presenza di una diga artificiale; a valle si può scendere liberamente. L'ambiente selvaggio e impervio rende la pesca non sempre facile ma per questo più avvincente. Il fiume è immerso in una bella vegetazione e sono segnalate con cartelli le piante che si possono trovare nel "parco fluviale". E' caratterizzato da grandi massi che creano cascatine e grosse buche; l'acqua è limpida, sulle tonalità del verde. Nel primo periodo dell'apertura l'abbondanza di acqua e la temperatura più rigida facilitano la pesca al tocco, con una canna bolognese di circa 4 metri, nylon 0,18, olivette di montagna da 2,5 mm, amo n° 6 bronzato a gambo corto e l'immancabile verme di terra; già in primavera con l'acqua leggermente velata si può praticare lo spinning con una canna da 1,80 - 2 metri con un buon mulinello, nylon 0,20 rotanti veltic n° 2, 3 e 4 modificati oppure minnows da 7 cm o rotanti vibrax.

In estate l'acqua è molto limpida e più scarsa quindi è preferibile pescare nelle primissime ore della mattina o subito dopo i non rari temporali estivi, quando le trote diventano particolarmente aggressive. Le trote del peso medio di 300 - 400 grammi sono autoctone e periodicamente si effettuano ripopolamenti sempre con trote fario; non mancano esemplari di 700 - 800 grammi. Un altro itinerario interessante si può raggiungere percorrendo una strada in direzione Duronia, che inizia nei pressi del campo di calcio di Civitanova.

Dopo circa 3 Km si raggiunge la zona chiamata dai locali "tre fiumi", riconoscibile da una centrale elettrica sulla sinista e un ponte in pietra che passa sul fiume Durone (piccolo affluente del Trigno), chiamato dai locali "fiumarello2;
si lascia l'auto vicino alla centrale e si può seguire il corso del Trigno, sia a monte che a valle, pescando a spinning in un ambiente selvaggio e impervio. In questo tratto, più a valle del precedente, oltre a trote si pescano anche barbi e cavedani.
Per praticare la pesca nel fiume Trigno è necessaria solo la licenza di pesca.
Il paese di Civitanova del Sannio si raggiunge percorrendo l'autostrada Roma - Napoli fino all'uscita San Vittore, quindi si seguono le indicazioni per Venafro e successivamente per Isernia (senza entrare in città), quindi si prende la Trignina in direzione Vasto fino all'uscita Civitanova del Sannio; si percorre la provinciale per circa 3 Km fino al paese.
A questo punto: buon divertimento!
Per alloggiare:
Hotel degli Illustri - Tel. 0865 83.30.10

Che Tempi - di Peppe Canala
Che tempi!!! Quando eravamo giovani e le gare, erano un’altra cosa. Qui siamo a Canterno, in un Trofeo Lazio... e c’era Pierino Paris, purtroppo scomparso prematuramente; l’amico Rendina Filippo, detto “papà”, e Nando Pasquali; Peppe Canala e, come dimenticarsi della nostra amica Ada Muzzi e tanti altri.
Tempi dove pescare era più bello, i pesci erano tanti e noi anche eravamo tanti! Torneranno quei tempi? Speriamo, e in bocca al lupo.

Cronologia delle Attività Svolte dall'Associazione Pesca Sportiva Italo Ceciarelli di Manziana
L'A.P.S. Manziana durante l'anno svolge un campionato interno, suddiviso in 12 gare (una al mese), tutti i soci in regola con il tesseramento possono partecipare.

Ad ogni gara vengono assegnati dei punti a seconda del piazzamento che vanno a formare una classifica generale che, al termine delle gare, determina il vincitore del Trofeo Sociale. Prima di ogni gara mensile viene convocata un'Assemblea aperta a tutti i soci per dare informazioni sulla manifestazione e per dar modo di confrontarsi su vari argomenti. Tra le gare più significative per i luoghi dove si sono svolte possiamo segnalare quella di Orbetello, svolta sulle sponde della laguna, durante la quale non sono mancate splendide catture di orate, e quella presso lo stupendo Lago di Corbara, elegante bacino nei pressi di Orvieto. Tutte le battute di pesca sono regolarmente svolte rispettando le normative vigenti sul territorio, vengono contattati gli enti responsabili e, soltanto dopo il rilascio delle necessarie autorizzazioni, vengono effettuate le gare. Durante l'anno l'A.P.S. Manziana, ha deciso di dedicare varie manifestazioni ai ragazzi e alle ragazze delle Scuole medie e ai bambini delle elementari, cercando di avvicinare anche i più piccoli a questo bellissimo sport e, soprattutto, sensibilizzare i giovani al rispetto ed alla salvaguardia dell'ambiente.
La più importante di queste manifestazioni è stata "DREAM FISH 2004", una splendida giornata trascorsa sulle rive di un laghetto sportivo, dove i ragazzi si sono cimentati nella pesca alla trota, con ottimi risultati e soprattutto con un entusiasmo che ha reso l'associazione orgogliosa del lavoro svolto.
Per quanto riguarda la vita sociale del paese, l'A.P.S. è intervenuta in diverse occasioni: durante la mostra mercato che si svolge ogni prima domenica del mese partecipa con uno stand, che illustra le attività svolte con l'esposizione di fotografie, materiale tecnico da pesca e tutto quello che concerne le varie attività.
L'Associazione ha avuto la possibilità di organizzare la 34/esima edizione della Pesca alla trota che si è svolta nella fontana di Piazza Tittoni a Manziana, in occasione dei festeggiamenti del Santo Patrono del paese San Giovanni Battista. La pesca è riservata ai bambini dai 3 agli 11 anni, ogni bambino è stato accompagnato ed assistito da un socio che ha garantito la sicurezza e la buona riuscita dell'evento. I bambini iscritti sono stati 150 e questo numero dimostra la risposta della cittadinanza; inoltre gli ampi consensi ricevuti sia dal Comitato Parrocchiale che dall'Amministrazione Comunale, hanno regalato ancora una volta una bella soddisfazione. I programmi per il prossimo anno sono di ripetere tutte le manifestazioni svolte quest'anno, ma soprattutto di ampliare il calendario degli eventi in modo tale da coinvolgere un numero sempre maggiore di ragazzi, ma anche di meno giovani e di avvicinarli a questo sport che insegna a rispettare la natura e l'ambiente.

Fragolini a Paterno - di Giulio Simeone Tsunami
Le secche sono zone che ospitano molte varietà di pesci, tra questi anche i pagelli o fragolini.
Questo ricercatissimo sparide predilige il ciglio della secca, ovvero lì dove finisce la roccia e cominciano le distese di fango. Lo si può insidiare su batimetriche che vanno dai 20 ai 100 mt., ma le zone più battute vanno dai 40 ai 70 mt.


Poiché nell'area marina protetta "Secche di Tor Paterno" l'ancoraggio è vietato, pescheremo esclusivamente a scarroccio, aiutati eventualmente con delle ancore galleggianti.
Useremo canne da bolentino di lunghezza variabile tra i 2,50 mt. e i 3 mt., che abbiano un'azione in grado di pescare con 2 etti di piombo. Sono da preferire le canne in 2 pezzi in misto carbonio, rigide e col vettino morbido in fibra di vetro pieno che ci permette di percepire anche le mangiate più piccole.
I mulinelli da abbinare saranno di buona capacità con recupero potente, grazie al quale la nostra ripetuta azione di salpaggio dei pesci sarà resa con minori sforzi.

Il filo da imbobinare sarà di multifibra dello 0,12-0,14. Le qualità del multifibra, quali assenza di elasticità e diametro ridotto rispetto al carico di rottura, ci dà il vantaggio di sentire le toccate dei pesci anche ad elevate profondità, dando forti ed efficaci ferrate, e di affondare meglio le nostre lenze anche con piombatura contenuta.
Gli ultimi 3 mt. di filo sarà costituito da nylon o fluorocarbon dello 0,35. Su di esso monteremo 2-3 braccioli a bandiera che si troveranno a monte del piombo che sarà agganciato tramite una girella con moschettone (montata nella parte terminale della lenza) che faciliterà l'intercambiabilità dello stesso.
Per la costruzione di un bracciolo si procede come segue: sul trave dello 0,35 si esegue un nodo semplice doppio (overhand doppio) e si inserisce una piccola perlina che và a battuta sul nodo. Fatto ciò si inserisce una piccola girella che và a bloccarsi sulla perlina precedentemente inserita. A questo punto si inserisce un'altra perlina ed infine si esegue un altro nodo come sopra. A lavoro finito si vedrà: nodo-perlina-girella-perlina-nodo. In questo modo avremo una girella bloccata dalle due perline ad una certa altezza desiderata della lenza madre. Alla suddetta girella andraà collegato un terminale in fluorocarbon dello 0,25-0,35, lungo circa 30-40 cm. Lo stesso procedimento si eseguirà per gli altri braccioli. Gli ami da utilizzare sono della misura del 4-6, robusti a gambo corto e punta rientrante, oppure i modelli circle. Le piombature possono variare tra i 50 e i 200 gr., in base alla profondità e/o corrente.
Le esche che si usano maggiormente sono l'americano, il saltarello, il gambero, i cannolicchi e i paguri. Gli inneschi sono semplicissimi: si calza il verme o il cannolicchio (sgusciato) per tutta la lunghezza dell'amo, facendo uscire la punta dello stesso e lasciando un pezzo di coda del verme a penzoloni. Il gambero invece si calza dalla coda e si fa uscire la punta dell'amo a metà corpo, dalla parte delle zampette. Il paguro và sgusciato e innescato per la coda, risvoltando l'amo su di essa.


Anche l'azione di pesca non sarà molto difficile: caleremo le nostre esche fino a farle toccare il fondo e metteremo la lenza in tensione per avvertire la prima mangiata. Avvertite le prime "tocche" ferreremo energicamente per poi recuperare costantemente l'eventuale preda rimasta vittima del nostro inganno. Se la ferrata dovesse essere andata a vuoto aspetteremo nuovamente le successive mangiate per poi ripetere la stessa operazione descritta in precedenza. Se le mangiate, a questo punto, tarderanno ad arrivare, è segno che dobbiamo cambiare l'esca perché questa è stata rovinata.
Detto questo c'è da dire che la pesca a bolentino e divertente e poco impegnativa, la quale può regalare incredibili carnieri di pesce anche nelle giornate invernali più fredde e poco producenti per altri tipi di pesca.
Per concludere, il fragolino è un pesce molto rispettato a tavola, sulla quale presa una evidente dimostrazione dell'ottima qualità delle sue carni.

Surfcasting e le Cards - di Matteo RoccoPer la realizzazione delle canne si usano mescole costituite da varie fibre costituita da vetroresina, SHM, HM, HR e Kevlar, nonché matrici di resine (poliestere, viniliche, epossidiche fenoliche) che ne stabiliscono, sia la durezza, la resistenza o l'elasticità che, nel caso progettistico rivestono la particolare importanza:
1° la mescola determina sia la rigidità sia l'elasticità del fuso;
2° definisce l'azione e la resistenza della canna secondo i dati forniti dal progettista;

3° si definiscono i punti di rinforzo o la protezione esterna del materiale.
Gli anelli della canna hanno il loro rilievo, per lo meno, nell'appesantimento della cima e richiedono una profonda conoscenza del posizionamento, sia in relazione alla piega dell'arco che deve essere osservato, prima per l'individuazione della spina, poi per evitare lo sbattimento del filo sul fusto.
Lo studio degli anelli va fatto in relazione alla piega della cima e dall'incidenza del filo sull'anello vicino al mulinello. Nei modelli preparati per il mulinello rotante, l'attenzione si rivolge principalmente sull'arco in maniera che il filo attraversi gli anelli senza toccare sul fuso nella massima piega, che sarà inversa rispetto alle canne preparate per il mulinello fisso.

La moltiplicazione di spinta delle cards:

E' un argomento difficile da incamerare senza la dovuta esperienza, comunque, almeno, vi sarà utile per un dialogo e conoscere eventuali limiti dell'attrezzo. Per cominciare illustreremo il concetto dato dalla punta, dall'arco e dalla leva che costituisce un'informazione reale, in verità capire come funziona diventa difficile. Immaginate l'arco che lancia le frecce, specialmente quello da competizione che richiede una tecnica definita. Per caricarlo e scoccare una freccia ad una certa distanza ci vuole tecnica ed esperienza, ebbene, l'energia immagazzinata dall'arco è restituita per intero alla freccia con una progressione perfetta. La stessa cosa avviene con una canna a ripartizione, con la sola variante di sfruttare la metà dell'arco da competizione.
Vi sarà capitato, qualche volta, di vedere un esperto lanciare con una cards, forse vi avrà colpito, soprattutto per il gesto atletico e la tecnica di lanciare un piombo oltre 150 metri con stile e senza sforzo alcuno.
Tutto é dovuto alla "moltiplicazione di spinta" inferta dall'atleta alla canna, il quale ha fatto lavorare l'attrezzo in una progressione continua affinché il piombo abbia moltiplicato di almeno venti volte il proprio peso; il resto l' ha fatto il colpo di frusta dello strumento.
La cima, molto morbida ed elastica, lascia il suo spazio alla parte centrale dopo circa 40/60 centimetri, per poi trasportare la parte sottostante (arco) più dura in un crescendo molto brusco fino ad arrivare al manico (leva) che, anch'esso (secondo la dinamica) piegherà circa con la potenza inferta. Questo concetto, facile da reperire, diventa alquanto improbabile nella realtà.


Ecco che entra in ballo la tecnica di lancio; quando si parla di tecnica non basta vedere lo stile del lanciatore ma anche il modo in cui riesce a lanciare un piombo nel modo corretto. Nel lancio tecnico si parla molto di "tempismo", sebbene, la base fondamentale del lancio dipende in gran parte dal tempo esecutivo (tempo necessario affinché, il movimento atletico riesca a far caricare la canna), che nel caso si tratti di un piombo da 150 grammi, il peso, ipoteticamente, potrà moltiplicarsi anche di trenta volte (pari a 45 chilogrammi).
Una c.a.r.d.s. da competizione è costruita solitamente in due pezzi: cima lunga e manico più corto, oppure con due elementi di uguale lunghezza. Essi sono congiunti con innesti del tipo"spigot" o " Put-In" mentre l'azione flettente è conferita da alcuni elementi importanti: conicità e mescola dei materiali.